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Sunday, March 5

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    IES
    IES - InternationalEcopsychologyInternational Ecopsychology Society
    Ecopsychology recognizes the close relationship between our psychological well-being and the quality of the relations we cultivate with others, with nature, with our planet, and with life.
    Ecopsychology recognizes that we are not separate from nature and that we can only safeguard our own future by restoring our connection with the totality of our being, with the entire planet.
    After 10 years of activity, EES became IES. With Charters from 11 different countries and 4 continents... our Association is no more only European, but International.
    Iinternational Ecopsychology Society ♦ Società Internazionale di Ecopsicologia ♦ Sociedad Internacional de Ecopsicologia ♦ Société International de Ecopsychologie
    Welcome Earthlings! Bienvenidos! Benvenuti! Bienvenues! Willkommen!
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    IES ITALY www.ecopsychology.netwww.ecopsychology.net
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    EESIES - European EcopsychologyInternationalEcopsychology Society
    Ecopsychology recognizes the close relationship between our psychological well-being and the quality of the relations we cultivate with others, with nature, with our planet, and with life.
    Ecopsychology recognizes that we are not separate from nature and that we can only safeguard our own future by restoring our connection with the totality of our being, with the entire planet.
    EuropeanIinternational Ecopsychology Society ♦ Società EuropeaInternazionale di Ecopsicologia ♦ Sociedad EuropeaInternacional de Ecopsicologia ♦ Société EuropéenneInternational de Ecopsychologie
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Wednesday, September 21

  1. page eventi e iniziative edited ... Corsi via mail Videocorsi e Webinar con Insegnalo.it ... dell'Ecopsicologia in azione az…
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    Corsi via mail
    Videocorsi e Webinar con Insegnalo.it
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    dell'Ecopsicologia in azioneazione, attiva dal 2004 al 2015.
    EES - Convegno internazionali
    EES - Iniziative territoriali - Local events
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  2. page Il disegno infantile come fonte di bellezza e rinnovamento edited ... di Mario Bolognese Abstract ... delle bambine. Il suo approccio, che trae linfa dall’a…
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    di Mario Bolognese
    Abstract
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    delle bambine.
    Il suo approccio, che trae linfa dall’antropologia del sacro, si basa sui miti e riti di iniziazione dei popoli soprattutto in riferimento alla dimensione della natura (alberi, elementi, animali) e della fiaba.
    L'emozione è un paesaggio
    ...
    Premessa e finalità
    Il disegno infantile qui viene assunto come una delle manifestazioni statisticamente più concrete e fruibili, didatticamente ma anche culturalmente, dell'immaginazione e visione del mondo di bambine e bambini. Questo progetto è anche per il mondo adulto, insegnanti, genitori, educatrici ed educatori e per ogni persona che ama camminare nella e verso la bellezza, perché si ritiene che noi abbiano anche molto da imparare ritornando a essere bambini e bambine...
    ...
    e cosmo.
    Sulla 'bellezza' come paradigma di un nuovo modello co-educativo riporto la preziosa definizione di una grande antropologa, Edith Cobb , che parla dello sviluppo infantile come spinta o tensione 'bio-estetica'. Per definire comunque meglio questi concetti rimando al mio testo : “ L'alfabeto di Madre Terra, Sacro e disegno infantile, Illustrazioni di Roberto Origgi, edizioni Ananke, Torino, 2012”.
    Questo testo desidera offrire stimoli e contributi culturali ma anche poetico-espressivi per una diversa attenzione e percezione di un disegno infantile come 'uovo' di senso mitico e cosmico fremente anche se latente nello spazio bidimensionale di un foglio...E queste altre 'enne' dimensioni non si accendono se non si riaccende la 'poetica' di chi guarda e non desidera solo interpretare...
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    Comunicazione personale in preparazione workshop ( Disegnare la vita su un foglio ) e conferenza ( Benessere e relazione con bambine e bambini attraverso i linguaggi simbolici della fiaba) a Trento, 5 giugno, di Mario Bolognese. Il ciclo di incontri, aprile e giugno 2015, è a cura di 'Liberamente', Genitori Montessori Trento, info@montessoritrento.org
    La lingua materna è un parlare affettivo, carnale, appreso nell'infanzia, che ci accompagna nei momenti più veri della nostra esistenza. Imparando a parlare e a nominare il mondo, incontriamo nella lingua materna l'invisibile, che ha trovato espressione nelle favole, nella magia, in alcuni aspetti della religione e in pratiche di vita orientata . La desacralizzazione, condizione tipicamente contemporanea, è in un certo senso la negazione della trama invisibile che accompagna la nostra vita dall'infanzia . L'idea-guida di questo libro prende spunto dall'esigenza di ritrovare quella prossimità con la lngua materna che ci allaccia ad esperienze simboliche del sacro. Scopriamo in essa la fonte di ciò che tocca intimamente e carnalmente ogni individuo e mette in movimento la vita, riaprendo il rapporto con noi stessi e con gli altri.
    ...
    abbraccio Mario
    Corso base:
    L'ANTROPOLOGIA DEL SACRO E IL DISEGNO INFANTILE
    ...
    osservandole attimo dopo attimo.
    La verità essenziale
    ...
    Andrade )
    Finalità- Questa

    Finalità- Questa
    proposta è
    e donare un altro sguardo sul disegno infantile inserendo i concetti di mito-sacro
    ...
    adulti insegnanti,
    educatori e genitori – intende offrire un contributo, attraverso il disegno e il racconto,
    a uno scambio di pace e giustizia tra mondo adulto e mondo infantile e tra culture
    ...
    nostre classi.
    L'approccio è dunque interculturale e interreligioso, aperto e laico.
    La dimensione del sacro, presente in questa ricerca , è antropologica, senza specifiche
    valenze confessionali.
    ...
    della differenza
    di genere, in modo che bambine e bambini possano “disegnare la vita” senza
    stereotipi e senza violenze.
    ...
    dunque di
    solidarietà e pace con il cosmo, natura e animali. Ritrovare questa simpatia
    e convivialità favorisce una diversa cultura della relazione, e di attenzione,
    rispetto e accoglienza tra esseri umani e con ogni forma di vita. Il disegno
    infantile rappresenta dunque una matrice di senso creativo, ridona motivazione,
    ...
    comune' che
    è

    è
    la vita
    ...
    di altri
    disegni,

    disegni,
    di animazione,
    ...
    si parla
    anche di emozioni. Il disegno infantile rappresenta dunque una soglia preziosa
    ...
    dell'anima' che
    donano ben-essere , bellezza e senso eco-comunitario.
    ...
    vari livelli
    di competenze e interessi professionali, abbia a che fare con il disegno
    infantile.
    ...
    ore lavorative,
    anche distribuite nel tempo.
    Metodologia- Le persone che partecipano disegnano una fiaba, proposta dal conduttore, o una
    ...
    varie tracce
    aspetti e dimensioni presenti nello stesso.
    Il metodo è dunque esperenziale e interattivo, di coinvolgimento creativo.
    ...
    Essendo questa ricerca aperta a vari contributi, possono essere previste dimensioni ,
    partecipazioni e competenze artistico-teatrali conclusive rispetto al lavoro svolto.
    ...
    penso a
    tipologie diverse di carta, tessuti e quanto possa risultare utile anche per un
    riciclaggio creativo e per l'eventuale costruzione di maschere e contesti espressivi
    ...
    creativi multisensoriali. e ludico-espressivi.
    Numero di persone- Penso a un minimo di 12 fino a un massimo di 30.
    Costo- InIn linea di
    materiale occorrente, da considerarsi a parte.
    Note- QuestaQuesta ricerca, con
    progetti di arteterapia rivolti all'infanzia.
    Segue un corso specifico sul 'paesaggio' delle figure parentali:
    VERSO UNA ECO-GENEALOGIA

    IL PAESAGGIO “MADRE” “PADRE” :
    UN’EMOZIONE DISEGNATA…
    …laboratorio
    DISEGNATA
    Laboratorio
    di ricerca
    ...
    “ paesaggi dell’anima”…dell’anima”.
    Un corso specifico sul 'paesaggio' delle figure parentali.

    Paesaggio e linguaggio sono una medesima cosa.
    E noi, noi siamo la parola e la terra. ( C. Aiken )
    ...
    competenze artistiche.
    L’approccio culturale, laico, – in vicinanza creativa al mondo delle bambine e dei bambini dentro e fuori di noi-, trae linfa dai simbolismi universale dell’antropologia del sacro.
    Questa proposta non ha finalità o interpretazioni psicologiche o terapeutiche ma desidera solo svelare una parte di quei tanti “ paesaggi dell’anima” che le nostre parole e pensieri ed emozioni più profonde – come quelle riguardanti le figure parentali -rimuovono o celano. Questi ‘paesaggi’ infatti, con la natura, gli animali e il cosmo tutto, sono, nella millenaria sapienza umana transculturale, le radici immaginative del nostro ‘abitare il mondo’.
    Come orientamento generale questo lavoro sui colloca nell’ambito di una cultura di pace, di eco-solidarietà e di convivialità delle differenze. Particolare e dolce attenzione verrà rivolta al rispetto e valorizzazione della differenza di genere.
    ...
    che disegnano,
    commentano poi il disegno fatto con una breve fiaba o poesie. Segue una reciproca presentazione del lavoro personale, con uno scambio di osservazioni prevalentemente rivolta alle parti espressive, simboliche e poetiche. Prima di proseguire l’esperienza passando dall’individuale al collettivo, il conduttore cercherà di mettere in risalto nei singoli disegni le energie cosmiche presenti, come matrice antica e primordiale del personale modo di ‘ esserci al mondo’. Naturalmente questa ricerca e lettura è solo indicativa di un diverso metodo, che possiamo chiamare ‘cosmo-poetico’, in quanto l’esperienza potrebbe proseguire attingendo a varie e successive elaborazioni tematiche ed espressive delle persone interessate.
    Successivamente ogni persona fa dono di una parte- una ‘tessera’- del proprio disegno, fiaba o poesia, inserendolo in un apposito cartellone espressione del grande gruppo. Spigolando poi in questo ‘mosaico’ si invitano le e i partecipanti a notare i simboli ricorrenti e i dinamismi ed orientamenti che emergono, in modo da favorire anche una proposta di animazione teatrale.
    Un conversazione in-conclusiva cercherà di socchiudere o di aprire altri orizzonti di senso su spunti, interessi, ricerche o tematiche di interesse personale e/o collettivo.
    ...
    ‘altre’ bio-diversità…
    Numero

    Numero
    partecipanti e
    ...
    4 ore.
    VERSO UNA ECO-GENEALOGIA
    Laboratorio creativo di ricerca sull'emozione come paesaggio dell'anima...
    La tua ombra trema perché il vento delle emozioni
    ...
    te . (( Taisha Abelar )
    Paesaggio e linguaggio sono una medesima cosa.
    E noi, noi siamo la parola e la terra. ( C. Aiken )
    ...
    Successivamente ogni persona fa dono di una parte- una ‘tessera’- del proprio disegno, fiaba o poesia, inserendolo in un apposito cartellone espressione del grande gruppo. Spigolando poi in questo ‘mosaico’ si invitano le e i partecipanti a notare i simboli ricorrenti e i dinamismi ed orientamenti che emergono, in modo da favorire anche una proposta di animazione teatrale.
    Un conversazione in-conclusiva cercherà di socchiudere o di aprire altri orizzonti di senso su spunti, interessi, ricerche o tematiche di interesse personale e/o collettivo.
    ...
    ‘altre’ bio-diversità…
    Numero partecipanti e ore di lavoro- Da un minimo di 12 persone fino a un massimo di 30, con un tempo di lavoro non inferiore a 4 ore.
    Testo di riferimento- “L’alfabeto di Madre Terra, sacro e disegno infantile, di Mario Bolognese, illustrazioni di Roberto Origgi, Milano, Edizioni Ananke, Torino, 2012”. inf@ananke-edizioni.com
    ...
    Ah!, che meraviglia
    sulle verdi, tenere foglie
    ...
    del sole! (( Da:Basho, Il
    Coscienza cosmica-
    “Non siamo mai completamente distaccati dal mondo esterno; non siamo mai interamente limitati e racchiusi nella nostra pelle. La nostra mente e il nostro corpo risuonano col nostro ambiente, comprese le altre persone in esso contenute . La nostra mente è coerente col mondo, e quando non reprimiamo le intuizioni che ci collegano alle altre persone e alla natura, possiamo renderci conto della nostra unione con l'universo.
    ...
    Il giardino peraltro non era un elemento di puro godimento estetico, ma anche
    un fattore di creatività e di stimolo a essere coscienti – per poi entrarvi in
    ...
    delle stagioni,
    con la nascita, la maturità, il decadimento, la morte e la rinascita... Il giardino -
    si è detto – era un riflesso del macrocosmo e incarnava in sé tutti i dualismi
    yin-yang propripropri del mondo
    ...
    laghi –
    tutto aveva una propria manifestazione: Diceva Cheng Pan Ch'iao : “ Per
    godere fino in fondo la vita bisogna concepire l'universo intero come un
    ...
    propria natura,
    e

    e
    realmente grande
    ...
    antica, in
    realtà, conosceva molte cose che solo ora l'Occidente sta raggiungendo e che
    ...
    secoli aveva
    fatto la 'scoperta' che i fiori e le piante posseggono propri sentimenti. Yuan
    Chung-Lang era ben cosciente del fatto che essi hanno particolari simpatie
    ...
    e non per un senso di ricercato estetismo, quanto per la percezione
    dell'intimo rapporto che lega tra loro tutti gli esseri viventi. Lo stesso Yuan
    ...
    di felicità
    e dolore, e hanno un preciso periodo di tempo in cui si mettono a dormire...
    Quando i fiori sembrano un po' ebbri, o immobili e stanchi, quando la giornata
    ...
    modo tengono un atteggiamento turbolento o si lasciano andare a stolide
    e volgari ciance, ebbene costoro fanno un vero e proprio affronto allo spirito
    ...
    ammutoliti come
    idioti, ma evitando di offenderli. E alcune tra le cose che i fiori più detestano
    sono la presenza di troppi ospiti...cani che combattono tra loro, poetanti
    ...
    pittoruncoli bastardi
    e monaci d'ordine comune che cianciano di Zen! Al contrario, una cosa che
    apprezzano molto è la visita di un monaco che sa comprendere il tè”.
    ...
    giungono e si spengono nella nebbia, / abbozzati svaniscono...
    Biografia dell'autore:
    ...
    Meridiana 2000; LaLa veggente di
    ...
    Bolognese partecipiamo.it NatoNato a Merano
    ...
    : 339-6228259
    Per approfondimenti sull'ecopsicologia: ECOPSICOLOGIA WEBZINE
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  3. page Il disegno infantile come fonte di bellezza e rinnovamento edited {progetti4.jpg} EcoPsiWikiprogetti educativi e formativi Il disegno infantile come fonte di be…
    {progetti4.jpg}
    EcoPsiWikiprogetti educativi e formativi
    Il disegno infantile come fonte di bellezza e rinnovamento
    di Mario Bolognese
    Abstract
    Le proposte di corsi, laboratori, esperienze e riflessioni sull'eco-creatività e sul disegno infantile di Mario Bolognese, scrittore, formatore è studioso dei simboli e delle risorse immaginative e creative dei bambini e delle bambine.
    Il suo approccio, che trae linfa dall’antropologia del sacro, si basa sui miti e riti di iniziazione dei popoli soprattutto in riferimento alla dimensione della natura (alberi, elementi, animali) e della fiaba.
    L'emozione è un paesaggio
    Un progetto educativo anche per il mondo adulto
    Premessa e finalità
    Il disegno infantile qui viene assunto come una delle manifestazioni statisticamente più concrete e fruibili, didatticamente ma anche culturalmente, dell'immaginazione e visione del mondo di bambine e bambini. Questo progetto è anche per il mondo adulto, insegnanti, genitori, educatrici ed educatori e per ogni persona che ama camminare nella e verso la bellezza, perché si ritiene che noi abbiano anche molto da imparare ritornando a essere bambini e bambine...
    In questo progetto, che si nutre principalmente delle risorse, anche poetiche, artistiche e iconiche, dell'antropologia universale del sacro, il disegno infantile diventa espressione simbolica e mitica di una modalità nonviolenta di convivere tra esseri umani, in simpatia ed empatia con animali, natura e cosmo.
    Sulla 'bellezza' come paradigma di un nuovo modello co-educativo riporto la preziosa definizione di una grande antropologa, Edith Cobb , che parla dello sviluppo infantile come spinta o tensione 'bio-estetica'. Per definire comunque meglio questi concetti rimando al mio testo : “ L'alfabeto di Madre Terra, Sacro e disegno infantile, Illustrazioni di Roberto Origgi, edizioni Ananke, Torino, 2012”.
    Questo testo desidera offrire stimoli e contributi culturali ma anche poetico-espressivi per una diversa attenzione e percezione di un disegno infantile come 'uovo' di senso mitico e cosmico fremente anche se latente nello spazio bidimensionale di un foglio...E queste altre 'enne' dimensioni non si accendono se non si riaccende la 'poetica' di chi guarda e non desidera solo interpretare...
    Naturalmente il disegno può esprimere anche dolori, tensioni, fratture e disarmonie, ma qua e là Madre Terra , che è anche Bimba che sogna e che gioca, porta raggi lunisolari di speranza seguendo ali di uccelli , parole di alberi e fiori e il misterioso alfabeto dei colori che diviene grammatica e sintassi per sentire e vedere... altre parole che da noi, mondo adulto, rischiano l'invisibilità...Insomma, senza ovviamente escludere, quando appare necessario, i contributi della psicologia, si può fare auto-terapia spigolando risorse nella grande 'cosmoteca' a disposizione. Perché loro, le piccole e i piccoli, ci insegnano a entrare allegramente in 'cosmo-net' e non solo in 'inter-net'...Per...imparare a imparare le ragioni del cuore, con la delicata saggezza della tenerezza, la grande maestra bambina del bello e del buono, quella che ci fa intuire, con R. Panikkar, che “ La via più breve tra due cuori passa dalle stelle...”.
    Il disegno infantile è insomma un paesaggio-sogno, pregno di emozioni, che dai fogli, svestendoli se possibile dalla bianca monocultura tirannica del rettangolo, ci fa vivere il qui e ora con meno affanno, nella rete di relazioni gentili, con il giorno ma anche con un senso della notte con meno fari e lampioni... Un disegno, in un foglio e nella vita, che assume una grazia e un'intelligenza particolare valorizzando le risorse della differenza di genere.
    Nota- Il testo base per i vari laboratori che seguono è: “ L'alfabeto di Madre Terra, Sacro e disegno infantile, di Mario Bolognese, Illustrazioni di Roberto Orggi, Edizioni Ananke, Torino, 2012”. I corsi che seguono, che rappresentano vari aspetti di una stessa ricerca, sono rivolti al mondo della scuola, educatori e genitori, partendo dal coinvolgimento, dal mettersi in gioco, ri-diventando bambine e bambini che disegnano. Mettendo in scena il corpo si fa subito esperienza che quanto noi chiamiamo pensiero non esiste senza...alberi e che le emozioni e i sentimenti non sono misteriosi palpiti interni ma veri e propri paesaggi. Per queste altre proposte possibili, sempre collegate al disegno, sono a disposizione per chiarimenti e invio materiale relativo:
    Tanatalpa, la fiaba del “prendersi cura”* La convivialità delle differenze: una fiaba*
    Laboratorio sul disegno infantile: risacralizzare in noi il cosmo per ritrovare bellezza*
    Laboratorio di eco-scrittura creativa* Educazione ai sentimenti e alla relazione attraverso la fiaba, contro ogni violenza* Per un corpo di pace: proposte educative* Laboratorio sulla gentilezza*
    Piedi, zampe, pinne e ali assieme: sulle orme della vita* Raccontare e disegnare una fiaba: una proposta con l'aiuto di nonne e di nonni* Verso un'archeopedagogia di pace: Marija Gimbutas*
    Mito e poesia di una sabbiera in classe, in famiglia e in una comunità educativa-
    ALCUNE RIFLESSIONI SUL DISEGNO INFANTILE
    Comunicazione personale in preparazione workshop ( Disegnare la vita su un foglio ) e conferenza ( Benessere e relazione con bambine e bambini attraverso i linguaggi simbolici della fiaba) a Trento, 5 giugno, di Mario Bolognese. Il ciclo di incontri, aprile e giugno 2015, è a cura di 'Liberamente', Genitori Montessori Trento, info@montessoritrento.org
    La lingua materna è un parlare affettivo, carnale, appreso nell'infanzia, che ci accompagna nei momenti più veri della nostra esistenza. Imparando a parlare e a nominare il mondo, incontriamo nella lingua materna l'invisibile, che ha trovato espressione nelle favole, nella magia, in alcuni aspetti della religione e in pratiche di vita orientata . La desacralizzazione, condizione tipicamente contemporanea, è in un certo senso la negazione della trama invisibile che accompagna la nostra vita dall'infanzia . L'idea-guida di questo libro prende spunto dall'esigenza di ritrovare quella prossimità con la lngua materna che ci allaccia ad esperienze simboliche del sacro. Scopriamo in essa la fonte di ciò che tocca intimamente e carnalmente ogni individuo e mette in movimento la vita, riaprendo il rapporto con noi stessi e con gli altri.
    Questo libro mi è stato 'magicamente' regalato da un'amica proprio quando ne avevo più bisogno: in quel periodo stavo infatti tentando di collegare la fiaba al disegno infantile , facendolo 'godere' e praticare anche da adulte/i...Mi ero accorto infatti che facendo disegnare le emozioni come se fossero paesaggi emergeva materiale animico più fresco, con maggiore simpatia e connessione con la natura e il cosmo. Incominciava insomma ad attutirsi così la storica alienazione patriarcale di un logos disincarnato e separante. Disegnando l'emozione-paesaggio si rientra in qualche modo nella ' fiaba materna' dei primi tre anni della nostra vita, in quella 'protostoria' che la nostra memoria adulta dimentica. Infatti a tre anni, per un dinamismo chiamato neurogenesi nascono nuove cellule nervose che fanno svanire i ricordi d'infanzia, attivando in questo modo la nostra memoria 'storica'. E così spesso della ...madre e della sua 'lingua' primordiale , una vera e propria 'fiaba' della vita, ci si dimentica... Disegnando su di un foglio l'emozione-paesaggio riutilizziamo, usando il corpo, tessere di quella memoria primordiale...Infatti entro i tre anni la parola è immagine-corpo-emozione, in connessione magica e vitale con alberi, uccelli, nuvole parlanti e casette con bocca e occhi...Il 'nostro' disegno infantile, ridonandoci lo stupore dell'antico sguardo, diventa matrice di racconto e di fiaba perchè riattiva la connessione con le radici della vita, quegli alberi, quegli animali, quel cosmo senza i quali anche la solidarietà, quando c'è, è incerta e vaga perchè priva di sfericità...L'eco e cosmo-solidarietà è infatti la matrice prima della necessaria tenerezza di ogni accudimento e relazione. Perchè è poesia che ci fa " co-spirare con il cosmo", seguendo l'invito di Luce Irigaray...Tante altre cose vorrei dire, anzi disegnarle ma però su di un foglio rotondo - o quadrato o triangolare- perchè il rettangolo' è troppo modulo di 'servizio', molto convergente e poco divergente...sognando una scuola – e un mondo - in cui le bambine i bambini ( la differenza di genere è risorsa preziosa...) ci siano semplicemente compagne e compagni di viaggio, in un reciproco scambio di doni. Ciao e grazie di tutto Simona, un abbraccio Mario
    Corso base:
    L'ANTROPOLOGIA DEL SACRO E IL DISEGNO INFANTILE
    Corso di formazione con metodologia interattiva
    ... Disegnare la vita su un foglio...
    L'emozione è un paesaggio: risacralizzare in noi il cosmo
    per ritrovare pace e bellezza...
    Come decifrare pittogrammi di diecimila anni fa
    se non so decifrare
    la scrittura dentro di me?
    Interrogo segni, dubbi
    e le loro variazioni caleidoscopiche
    osservandole attimo dopo attimo.
    La verità essenziale
    è l'ignoto che mi abita. ( Carlos Drummond de Andrade )
    Finalità- Questa proposta è rivolta a insegnanti, a partire dal nido, e desidera aggiungere
    e donare un altro sguardo sul disegno infantile inserendo i concetti di mito-sacro
    e poesia. Questo laboratorio- ovviamente prima rivolto ad adulti insegnanti,
    educatori e genitori – intende offrire un contributo, attraverso il disegno e il racconto,
    a uno scambio di pace e giustizia tra mondo adulto e mondo infantile e tra culture
    diverse già presenti nelle nostre classi.
    L'approccio è dunque interculturale e interreligioso, aperto e laico.
    La dimensione del sacro, presente in questa ricerca , è antropologica, senza specifiche
    valenze confessionali.
    Ci sarà una particolare attenzione al rispetto e valorizzazione della differenza
    di genere, in modo che bambine e bambini possano “disegnare la vita” senza
    stereotipi e senza violenze.
    Finalità educative- La nostra infanzia è una preziosa fonte di pensiero eco-affettivo e dunque di
    solidarietà e pace con il cosmo, natura e animali. Ritrovare questa simpatia
    e convivialità favorisce una diversa cultura della relazione, e di attenzione,
    rispetto e accoglienza tra esseri umani e con ogni forma di vita. Il disegno
    infantile rappresenta dunque una matrice di senso creativo, ridona motivazione,
    senso di comunità, partecipazione e responsabilità verso quel 'bene comune' che
    è la vita . Naturalmente il singolo disegno apre un racconto fatto anche di altri
    disegni, di animazione, di una 'storia', personale e anche collettiva dove si parla
    anche di emozioni. Il disegno infantile rappresenta dunque una soglia preziosa
    che permette di ritrovare, anche per noi adulte/i, quei 'linguaggi dell'anima' che
    donano ben-essere , bellezza e senso eco-comunitario.
    A chi è rivolto- A insegnanti, ma anche a educatori, genitori e a chiunque, a vari livelli
    di competenze e interessi professionali, abbia a che fare con il disegno
    infantile.
    Durata del corso- In linea di massima ci sarebbe bisogno da un minimo di 8 a 16 ore lavorative,
    anche distribuite nel tempo.
    Metodologia- Le persone che partecipano disegnano una fiaba, proposta dal conduttore, o una
    poesia presente nel testo sopraindicato, esplorando così concretamente varie tracce
    aspetti e dimensioni presenti nello stesso.
    Il metodo è dunque esperenziale e interattivo, di coinvolgimento creativo.
    Il conduttore, a seconda del contesto, potrebbe mettere metterà a disposizione vario
    materiale iconografico, tra cui, ad esempio, le ricerche di Marija Gimbutas, archeologa
    e la documentazione protostoricadi Emmanuel Anati.
    Il lavoro sarà punteggiato dalla documentazione di ipotesi e prospettive culturali
    e didattico-pedagogiche , come frutto collettivo di questo corso.
    Essendo questa ricerca aperta a vari contributi, possono essere previste dimensioni ,
    partecipazioni e competenze artistico-teatrali conclusive rispetto al lavoro svolto.
    Materiale occorrente- A parte il solito, necessario per un atelier di disegno e pittura, penso a
    tipologie diverse di carta, tessuti e quanto possa risultare utile anche per un
    riciclaggio creativo e per l'eventuale costruzione di maschere e contesti espressivi
    per animazione e teatro.
    Essendo questa ricerca collegata a un'espressione grafica infantile prospetticamente
    olistica, potrebbero servire, a seconda della situazione di lavoro, apporti
    creativi multisensoriali. e ludico-espressivi.
    Numero di persone- Penso a un minimo di 12 fino a un massimo di 30.
    Costo- In linea di massima Euro 50.00 nette all'ora, salvo spese di vitto, alloggio, viaggio e
    materiale occorrente, da considerarsi a parte.
    Note- Questa ricerca, con modalità da concordare, può riguardare anche seminari o
    progetti di arteterapia rivolti all'infanzia.
    Segue un corso specifico sul 'paesaggio' delle figure parentali:
    VERSO UNA ECO-GENEALOGIA
    IL PAESAGGIO “MADRE” “PADRE” :
    UN’EMOZIONE DISEGNATA…
    …laboratorio di ricerca sui “ paesaggi dell’anima”…
    Paesaggio e linguaggio sono una medesima cosa.
    E noi, noi siamo la parola e la terra. ( C. Aiken )
    Premessa- Questo atelier propone un argomento specifico e nuovo nell’ambito di una mia ricerca complessiva dedicata al disegno infantile come orizzonte di cultura non solo didattico-educativo. In questo contesto laboratoriale si invitano le persone a collegare liberamente l’emozione della parola “madre” o “padre”, assieme o disgiunte, ( o di un’altra figura parentale ), a un paesaggio da disegnare. Questa esperienza espressiva, connotata da immediatezza e semplicità, non desidera esprimere o richiedere particolari competenze artistiche.
    L’approccio culturale, laico, – in vicinanza creativa al mondo delle bambine e dei bambini dentro e fuori di noi-, trae linfa dai simbolismi universale dell’antropologia del sacro.
    Questa proposta non ha finalità o interpretazioni psicologiche o terapeutiche ma desidera solo svelare una parte di quei tanti “ paesaggi dell’anima” che le nostre parole e pensieri ed emozioni più profonde – come quelle riguardanti le figure parentali -rimuovono o celano. Questi ‘paesaggi’ infatti, con la natura, gli animali e il cosmo tutto, sono, nella millenaria sapienza umana transculturale, le radici immaginative del nostro ‘abitare il mondo’.
    Come orientamento generale questo lavoro sui colloca nell’ambito di una cultura di pace, di eco-solidarietà e di convivialità delle differenze. Particolare e dolce attenzione verrà rivolta al rispetto e valorizzazione della differenza di genere.
    Metodologia-Le persone partecipanti collocano liberamente – senza nessi logici o causali, ma solo seguendo intuito ed emozione- la parola “madre” o “padre” in un paesaggio che disegnano,
    commentano poi il disegno fatto con una breve fiaba o poesie. Segue una reciproca presentazione del lavoro personale, con uno scambio di osservazioni prevalentemente rivolta alle parti espressive, simboliche e poetiche. Prima di proseguire l’esperienza passando dall’individuale al collettivo, il conduttore cercherà di mettere in risalto nei singoli disegni le energie cosmiche presenti, come matrice antica e primordiale del personale modo di ‘ esserci al mondo’. Naturalmente questa ricerca e lettura è solo indicativa di un diverso metodo, che possiamo chiamare ‘cosmo-poetico’, in quanto l’esperienza potrebbe proseguire attingendo a varie e successive elaborazioni tematiche ed espressive delle persone interessate.
    Successivamente ogni persona fa dono di una parte- una ‘tessera’- del proprio disegno, fiaba o poesia, inserendolo in un apposito cartellone espressione del grande gruppo. Spigolando poi in questo ‘mosaico’ si invitano le e i partecipanti a notare i simboli ricorrenti e i dinamismi ed orientamenti che emergono, in modo da favorire anche una proposta di animazione teatrale.
    Un conversazione in-conclusiva cercherà di socchiudere o di aprire altri orizzonti di senso su spunti, interessi, ricerche o tematiche di interesse personale e/o collettivo.
    Infatti percependo, anche visivamente e se possibile anche con linguaggi teatrali, quanto noi, come micro-cosmo umano, siamo costantemente interrelati con il macro-cosmo , l’approccio e le risposte anche concrete all’argomento o ai temi eventualmente trattati, potrebbero essere meno unilaterali e più olisticamente aperti. Aprendo uno scrigno immaginativo verso mille ‘altre’ bio-diversità…
    Numero partecipanti e ore di lavoro- Da un minimo di 12 persone fino a un massimo di 30, con un tempo di lavoro non inferiore a 4 ore.
    VERSO UNA ECO-GENEALOGIA
    Laboratorio creativo di ricerca sull'emozione come paesaggio dell'anima...
    La tua ombra trema perché il vento delle emozioni
    sta soffiando dentro di te . ( Taisha Abelar )
    Paesaggio e linguaggio sono una medesima cosa.
    E noi, noi siamo la parola e la terra. ( C. Aiken )
    Premessa- Questo atelier nasce da una mia ricerca complessiva dedicata al disegno infantile come orizzonte di cultura non solo didattico-educativo. In questo approccio l'orizzonte antropologico e mitico-simbolico riguardava da decenni, dal mio punto di vista, la 'creaturalità' dell'essere umano e la sua appartenenza a Madre Terra e/o a figure maschili connotate come Padre. In questo senso ho parlato di 'eco-genealogia'. In queste esperienze laboratoriali la trasmutazione alchemica della figura 'Madre' o 'Padre', personali o archetipici, in 'paesaggio' rivelava, prima attraverso il disegno e poi attraverso un racconto anche teatralizzato, tutta una 'storia' di energie e informazioni con caratteristiche primordiali, da 'mito delle origini'.
    Da queste esperienze proveniva anche collettivamente una sensazione di ben-essere ritrovato, quasi che disegnare come bambine/i , al di là di interpretazioni psicologiche, facesse ritrovare alcuni nostri infantili giochi sulla sabbia.. come paesaggi o castelli brulicanti di vita, sfiorati dalle onde del mare...
    Anche perché questi 'disegni, come le cittadelle e le gallerie sulla sabbia, potevano essere sempre abbelliti, aggiustati, rinnovati...proprio come la 'poesia' che significa etimologicamente un incessante 'fare' nella e attorno alla vita...
    Per questo è apparso del tutto naturale aprire questo 'lavoro delle origini' a tutte le emozioni, che sono lievito e sostanza del nostro incessante ' giocare' sulle rive del mondo e dei mondi... Questa esperienza espressiva, connotata da immediatezza e semplicità, non desidera dunque esprimere o richiedere particolari competenze artistiche- sempre però bene accette...- e può riguardare qualsiasi emozione che diviene 'paesaggio'... A parte il disegno i linguaggi più vicini a questo atelier sono quelli artistici e poetici, il meno concettuali ed astratti possibile.
    L’approccio culturale, laico, – in vicinanza creativa al mondo delle bambine e dei bambini dentro e fuori di noi- trae linfa dai simbolismi universale dell’antropologia del sacro.
    Questa proposta non ha, come abbiamo detto, specifiche finalità o interpretazioni psicologiche o terapeutiche ma desidera solo svelare una parte di quei tanti “ paesaggi dell’anima” che le nostre parole e pensieri ed emozioni più profonde – come quelle riguardanti le figure parentali -rimuovono o celano. Questi ‘paesaggi’ infatti, con la natura, gli animali e il cosmo tutto, sono, nella millenaria sapienza umana transculturale, le radici immaginative del nostro ‘abitare il mondo’.
    Naturalmente, per particolari esperienze, come ad esempio per itinerari di arteterapia, possono essere previsti contributi di altre competenze.
    Come orientamento generale questo lavoro sui colloca nell’ambito di una cultura di pace, di eco-solidarietà e di convivialità delle differenze. Particolare e dolce attenzione verrà rivolta al rispetto e valorizzazione della differenza di genere. Il corso, anche se prospetticamente rivolto a bambine e bambini a partire dal nido, prende spunto dal 'mettersi in gioco', dal fare esperienza da parte di adulte e di adulti ritrovando gentilezza e poesia d'anima, in vicinanza alla natura e al cosmo.
    Questa esperienza, con opportuni adattamenti metodologici, può esere molto agevolmente portata in ambito scolastico, eventualmente anche con la presenza di genitori creativamente partecipanti.
    Metodologia-Le persone partecipanti collocano liberamente – senza nessi logici o causali, ma solo seguendo intuito ed emozione- la parola “madre” o “padre”, o dell'emozione collettivamente prescelta - in un paesaggio che disegnano, commentando poi il disegno fatto con una breve fiaba o poesie. Segue una reciproca presentazione del lavoro personale, con uno scambio di osservazioni prevalentemente rivolta alle parti espressive, simboliche e poetiche. Prima di proseguire l’esperienza passando dall’individuale al collettivo, il conduttore cercherà di mettere in risalto nei singoli disegni le energie cosmiche presenti, come matrice antica e primordiale del personale modo di ‘ esserci al mondo’. Naturalmente questa ricerca e lettura è solo indicativa di un diverso metodo, che possiamo chiamare ‘cosmo-poetico’, in quanto l’esperienza potrebbe proseguire attingendo a varie e successive elaborazioni tematiche ed espressive delle persone interessate.
    Successivamente ogni persona fa dono di una parte- una ‘tessera’- del proprio disegno, fiaba o poesia, inserendolo in un apposito cartellone espressione del grande gruppo. Spigolando poi in questo ‘mosaico’ si invitano le e i partecipanti a notare i simboli ricorrenti e i dinamismi ed orientamenti che emergono, in modo da favorire anche una proposta di animazione teatrale.
    Un conversazione in-conclusiva cercherà di socchiudere o di aprire altri orizzonti di senso su spunti, interessi, ricerche o tematiche di interesse personale e/o collettivo.
    Infatti percependo, anche visivamente e se possibile anche con linguaggi teatrali, quanto noi, come micro-cosmo umano, siamo costantemente interrelati con il macro-cosmo , l’approccio e le risposte anche concrete all’argomento o ai temi eventualmente trattati, potrebbero essere meno unilaterali e più olisticamente aperti. Aprendo uno scrigno immaginativo verso mille ‘altre’ bio-diversità…
    Numero partecipanti e ore di lavoro- Da un minimo di 12 persone fino a un massimo di 30, con un tempo di lavoro non inferiore a 4 ore.
    Testo di riferimento- “L’alfabeto di Madre Terra, sacro e disegno infantile, di Mario Bolognese, illustrazioni di Roberto Origgi, Milano, Edizioni Ananke, Torino, 2012”. inf@ananke-edizioni.com
    Questo testo, sotto le voci relative al disegno infanrtile di spazio, natura, emozioni e relazioni, è ricco di suggestioni poetiche, di fiabe e di collegamenti creativi, anche da un punto di vista concretamete didattico.
    Seguono materiali di consultazione per questi laboratori:
    RITROVANDO CON IL RESPIRO POETICO
    I PAESAGGI DELL'ANIMA
    Ah!, che meraviglia
    sulle verdi, tenere foglie
    la luce del sole! ( Da:Basho, Il romitaggio della dimora illusoria )
    Coscienza cosmica-
    “Non siamo mai completamente distaccati dal mondo esterno; non siamo mai interamente limitati e racchiusi nella nostra pelle. La nostra mente e il nostro corpo risuonano col nostro ambiente, comprese le altre persone in esso contenute . La nostra mente è coerente col mondo, e quando non reprimiamo le intuizioni che ci collegano alle altre persone e alla natura, possiamo renderci conto della nostra unione con l'universo.
    Quasi ogni cosa nel mondo è coerente con quasi ogni altra cosa. Si tratta di una scoperta molto significativa, poichè trasforma l'universo in un intero integro e interconnesso.
    Ovviamente, non tutte le cose che potremmo nominare sono coerenti con tutte le altre – questo va al di là di ciò che dimostrano le prove.
    Sassi, rocce e montagne non sono necessariamente e intrinsecamente coerenti gli uni con gli altri e con tutto ciò che li circonda. Ma le particelle che costruiscono gli atomi di cui sono fatti sassi, rocce e montagne sono effettivamente coerenti le une con le altre: e così sono gli alberi che crescono sui fianchi delle montagne e gli organismi ( tra cui noi esseri umani) che camminano sui sassi e sulle montagne.
    La coerenza universale è una scoperta fondamentale, e ci dona un concetto completamente nuovo della natura della realtà..
    ...L'idea che nell'universo vi sia qualcosa che collega e mette in relazione non è una nuova scoperta; si tratta essenzialmente di una ri-scoperta.
    Sotto forma di conoscenza profonda, essa è presente on tutte le grandi cosmologie, e in maniera più esplicita nella cosmologia indù. Lì è nota come Akasha, il più fondamentale dei cinque elementi del cosmo – gli altri sono vata ( aria), agni (fuoco), ap (acqua) e pritvi ( terra).
    L'Akasha ingloba le proprietà di tutti e cinque gli elementi; è l'utero dal quale è emersa ogni cosa e nel quale ogni cosa infine ridiscende.
    Esso è scaturito nei primi momenti della Creazione, apparendo inizialmente in forma grossolana come Sthula, ma diventando ben presto invisibile. Nel suo classico Raja Yoga, Swami Vivekananda diede la seguente descrizione dell'Akasha:
    “ Esso è l'esistenza onnipresente, che tutto pervade. Ogni cosa che abbia forma, ogni cosa che sia il risultato di una combinazione, si è evoluta nell'Akasha. E' l'Akasha che diviene l'aria, che diventa i liquidi, che si trasforma nei solidi; è l'Akasha che diventa il sole ,la Terra, la Luna, le Stelle, le Comete; ed è l'Askasha che si trasforma nel corpo umano, nei corpi degli animali, delle piante, di ogni forma che vediamo ,ogni cosa di cui possiamo fare esperienza con i sensi, ogni cosa che esiste. Esso non può essere percepito; è così sottile da essere al di là di qualsiasi percezione ordinaria; può essere visto soltanto quando è diventato grossolano, quando ha assunto una forma. All'inizio della creazione c'era solo l'Akasha”.
    ( Da: “ Risacralizzare il cosmo, di Ervin Laszlo, per una visione integrale della realtà, Urra-Apogeo, Milano, 2008, alle pagine 23 e 27”).
    La creazione e la Dea...
    “Ciò significa che la primitiva immagine non dualistica è stata trasformata in un simbolo dualistico, che trasferisce dalla femmina al maschio il momento e l'impulso della creazione. Questa costruzione radicalmente distinta deve rappresentare e deve aver seguito da vicino la svolta storica critica, che la Gimbutas data intorno al 3500 a.C., dal concetto primitivo della Dea proprio del Neolitico e del Calcolitico come causa unica e sostanza assoluta del corpo di questo universo, a una modalità di simbolizzazione dualistica indoeuropea o semitica, dove la Dea non è più in sé e per sé soltanto 'Grande', ma è la consorte di un 'Grande' Dio...
    ...Ciò che lo storico delle mitologie scopre ovunque...è un modello costante ( che si conserva nelle religioni fino ai nostri giorni) di due ordini di simbolizzazioni e di pensieri mitici completamente opposti....Quello di gran lunga più antico tra i due riguardava la Grande Dea neolitica, le cui prime immagini a noi note, come ha riconosciuto la Gimbutas, appartengono alla Vecchia Europa e datano all'incirca tra il 7000 e il 3500 a.C., anche se con antecedenti che risalgono al Paleolitico Superiore. Il punto fondamentale da rilevare qui è che l'interesse del più antico ordine mitologico metteva l'accento sulla natura del corpo femminile come dispensatore di vita, che quindi condivide la stessa sostanza dell'Universo. La Grande Dea appare come uccello, pesce, anatra, cervo, rana e anche acqua: sotto molte forme, se non di già sotto molti nomi, a questp punto è forse opportuno rilevare che nell'arco di ogni esistenza umana esiste un periodo in cui la madre, e in particolare il corpo femminile della madre è, infatti, l'universo.
    Sarebbe addirittura possibile sostenere che l'esperienza iniziale che il neonato fa della madre come universo, e che più tardi si trasforma nella percezione dell'universo come madre, dovrebbe essere riconosciuta come l'impulso primario di qualsiasi simbolizzazione mitologica”.
    ( Da: “ I nomi della Dea, Il femminile nella divinità, di Joseph Campbell, Riane Eisler, Marija Gimbutas e Charles Musès, Ubaldini Editore, Roma, 1992, alle pagine 78 e 102 – 103”).
    Delicatezza e poesia nel Taoismo:
    “ ..L'amante della natura...altrettanto spesso si sedeva in giardino tutta la notte
    ad ammirare la vaghezza del chiaro di luna: “... Col suo chiarore, si stende
    come acqua scintillante sulla campagna. Il vento sospira tra gli alberi e sfiora
    gentile il liuto e il libro riposti sul cuscino. L'oscuro e increspato specchio delle
    acque scioglie in sé la mezza luna. All'alba ti risvegli al fresco della brezza che
    giunge fino al tuo letto e spolvera via dalla mente tutta la polvere del mondo”.
    Il giardino peraltro non era un elemento di puro godimento estetico, ma anche
    un fattore di creatività e di stimolo a essere coscienti – per poi entrarvi in
    contatto – delle forze creative della terra e del grande ciclo delle stagioni,
    con la nascita, la maturità, il decadimento, la morte e la rinascita... Il giardino -
    si è detto – era un riflesso del macrocosmo e incarnava in sé tutti i dualismi
    yin-yang propri del mondo della manifestazione. Monti, valli, fiumi, laghi –
    tutto aveva una propria manifestazione: Diceva Cheng Pan Ch'iao : “ Per
    godere fino in fondo la vita bisogna concepire l'universo intero come un
    giardino...in modo che tutti gli esseri vivano secondo la propria natura,
    e realmente grande è una felicità di questo genere”... La Cina antica, in
    realtà, conosceva molte cose che solo ora l'Occidente sta raggiungendo e che
    vengono salutate come nuove scoperte. Ad esempio, essa già da secoli aveva
    fatto la 'scoperta' che i fiori e le piante posseggono propri sentimenti. Yuan
    Chung-Lang era ben cosciente del fatto che essi hanno particolari simpatie
    e antipatie e un vario grado di compatibilità con altre specie vegetali. Come
    pure del fatto che essi rispondono alle premure e alle considerazioni in più
    di un modo concreto. In un giardino cinese i fiori erano sinceramente amati,
    e non per un senso di ricercato estetismo, quanto per la percezione
    dell'intimo rapporto che lega tra loro tutti gli esseri viventi. Lo stesso Yuan
    Chung-Lang affermava che : “ I fiori posseggono propri umori di felicità
    e dolore, e hanno un preciso periodo di tempo in cui si mettono a dormire...
    Quando i fiori sembrano un po' ebbri, o immobili e stanchi, quando la giornata
    è nebbiosa – ecco, è questo l'umore gioioso...”. Quando gli antichi si
    accorgevano che un fiore stava per germogliare, spostavano letto e cuscini
    e si mettevano a dormire lì vicino, nell'attesa che il fiore passasse dall'infanzia
    alla maturità e infine cadesse, ormai morto...Quanto poi a coloro che in vario
    modo tengono un atteggiamento turbolento o si lasciano andare a stolide
    e volgari ciance, ebbene costoro fanno un vero e proprio affronto allo spirito
    dei fiori. Di gran lunga preferibile, allora, sarebbe sedersi ammutoliti come
    idioti, ma evitando di offenderli. E alcune tra le cose che i fiori più detestano
    sono la presenza di troppi ospiti...cani che combattono tra loro, poetanti
    che consultano dizionari delle rime, libri malcurati, pittoruncoli bastardi
    e monaci d'ordine comune che cianciano di Zen! Al contrario, una cosa che
    apprezzano molto è la visita di un monaco che sa comprendere il tè”.
    ( Da: “ Yin e Yang, L'armonia taoista degli opposti, di J.C. Cooper, Ubaldini
    Editore, Roma, 1992, pagine 48, 49 e 52, 53”).
    CANTO DI AUSPICIO PER UNA VITA NASCENTE
    Indiani Omaha, America settentrionale
    Su! Voi, sole, luna, stelle, - voi tutti che vi muovete nei cieli,
    vi prego, ascoltatemi!
    In mezzo a voi è entrata una nuova vita.
    Siate d'accordo, vi imploro!
    Rendete piano il suo sentiero, ché essa possa raggiungere la cima della prima collina.
    Su! Voi venti, nuvole, pioggia, nebbia, - voi tutti che vi muovete nell'aria,
    vi prego, ascoltatemi!
    In mezzo a voi è entrata una nuova vita.
    Siate d'accordo, vi imploro!
    Rendete piano il suo sentiero, ché essa possa raggiungere la cima della seconda collina.
    Su! Voi colli,valli, fiumi, laghi, alberi, erbe,- voi tutti sulla terra
    vi prego, ascoltatemi!
    In mezzo a voi è entrata una nuova vita.
    Siate d'accordo, vi imploro!
    Rendete piano il suo sentiero, ché essa possa raggiungere la cima della terza collina.
    Su! Voi uccelli, piccoli e grandi, che volate nell'aria,
    su! Voi animali, piccoli e grandi, che abitate nel bosco;
    su! Voi insetti che strisciate tra l'erba e scavate buche nel suolo,
    vi prego, ascoltatemi!
    In mezzo a voi è entrata una nuova vita.
    Siate d'accordo, vi imploro!
    Rendete piano il suo sentiero, ché essa possa raggiungere la cima della quarta collina.
    Su! Voi tutti nei cieli, - voi tutti nell'aria, - voi tutti sulla terra,
    vi prego, ascoltatemi!
    In mezzo a voi è entrata una nuova vita.
    Siate d'accordo, vi imploro!
    Rendete piano il suo sentiero, e allora essa camminerà oltre le quattro colline.
    (Da: “ Le grandi esperienze religiose, Edipem, Novara, 1974, pag. 36”).
    Una poesia di Meireles Cecilia come gentile interludio:
    Questi alti alberi / sono le arpe verdi / le cui corde di pioggia / afferra il vento.
    I suoni più chiari giungono / dal mandorlo giallo, / maculato nei palmi / delle sue foglie spesse, verdeggianti. /
    I suoni più fragili nascono / dal fogliame dell'acacia /
    di lanugginosi grappoli di fiori / e minute foglie parallele./
    I suoni più cupi rotolano / dai vecchi mango neri / con grossi rami attorcigliati /
    E parassiti per frange. / I suoni più remoti e vaghi / vengono da esili cipressi,/
    giungono e si spengono nella nebbia, / abbozzati svaniscono...
    Biografia dell'autore:
    Mario Bolognese, scrittore, formatore è studioso dei simboli e delle risorse immaginative e creative dei bambini e delle bambine. Il suo approccio, che trae linfa dall’antropologia del sacro, si basa sui miti e riti di iniziazione dei popoli soprattutto in riferimento alla dimensione della natura (alberi, elementi, animali) e della fiaba. La caratteristica del suo metodo di lavoro e ricerca è il “genere” e la metaforizzazione del linguaggio. Un aspetto originale della sua ricerca, anche laboratoriale, è l'emozione vista creativamente come paesaggio .Tra le sue pubblicazioni ricordiamo : Per un corpo di pace, Pedagogia, cultura rituale e non violenta del corpo, Edizioni Sapere, Padova, 1995 ; I’m sorry baby, Poesie, Edizioni Osiride, 1995; Come educare con il mito, Per una cultura non sessista, Edizioni Sonda, 1997; C’era una volta, Crescere con i miti, Edizioni La Meridiana 2000; La veggente di Ofis, Una cosmica danza per la pace, Edizioni Ananke , Torino,2011; L'alfabeto di Madre Terra, Sacro e disegno infantile, Edizioni Ananke, Torino, 2012. Le fiabe di Eos, la Bimba, Bambine e bambini assieme sulla giostra della vita, introduzione della filosofa Luce Irigaray, Illustrazioni di Roberto Origgi, Edizioni del Faro, Trento, 2016, info@edizionidelfaro.it . Notizie sul suo lavoro epubblicazioni cliccando sul web in : www.associazionelaima.it ,con cui collabora; in: Mario Bolognese Albero della Pace; e in : Mario Bolognese partecipiamo.it Nato a Merano (Bolzano) vive a Padova. Sono lietamente a disposizione per ogni chiarimento.
    Contatti :canticocreature@gmail.com - Cell. : 339-6228259
    Per approfondimenti sull'ecopsicologia: ECOPSICOLOGIA WEBZINE
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  4. page progetti educativi e formativi edited ... Condivisione di progetti messi in atto, per stimolare l'intraprendenza e la creatività di chi …
    ...
    Condivisione di progetti messi in atto, per stimolare l'intraprendenza e la creatività di chi opera in questi ambiti e condivide la stessa sensibilità. Molti sono i formatori, in tutti questi ambiti, che hanno messo a punto percorsi e proposte in sintonia pur non avendo mai sentito nominare prima l'ecopsicologia. Questa è l'opportunità per far conoscere il proprio lavoro e dargli continuità mettendo la propria esperienza a diposizione anche di altri.
    Ogni iniziativa è un seme prezioso!
    Radici per fiorire - Coltivare antichi legamiIl disegno infantile come fonte di bellezza e sognirinnovamento - di Silvia GualandiMario Bolognese
    Alla scuola di natura - di Giuseppe Termite
    Radici per fiorire - Coltivare antichi legami e sogni - di Silvia Gualandi
    Per contattare gli autori e per chiedere autorizzazione alla riproduzione dei testi: ecopsicologia@ecopsicologia.it
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Saturday, September 13

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